I Talami oggi

La sacra rappresentazione dei Talami è una festa antichissima, risalente addirittura agli albori della Cristianità (leggi la storia). Rievocazione biblica realizzata per mezzo di quadri viventi, è una festa che nasce in onore della Madonna del Rifugio. Così fu chiamata la santa madre che – all’alba di un martedì di pasqua di un’epoca imprecisata – apparve ai contadini del luogo su di un grande albero di fico.

Oggetto di culto e di profonda venerazione, Ella diede il nome ad un’antichissima Chiesa eretta in suo onore, nel punto esatto della sua rivelazione. All’interno un’effige affascinante e misteriosa – considerata miracolosa – la ritraeva in azione protettiva verso alcuni paesani membri della confraternita reggente il tempio.

Cancellate entrambe dalla guerra, la Chiesa del Rifugio ed il sacro quadro continuarono a vivere nei Talami che le resero immortali.

Cos’ è il Talamo e come si svolge la manifestazione

Sei Quadri biblici viventi che posano su carri trainati da trattori agricoli – ed un settimo portato a spalla dai valorosi alpini – sfilano uno dietro l’altro preceduti da fanciulle in antichi abiti orsognesi.

Annunciati dal cantico….. – inno a Maria Santissima scritto da…. e suonato con passione dalla ritrovata banda cittadina – partono dai diversi quartieri dal paese dirigendosi verso Piazza Mazzini, teatro principale dell’evento, ove vengono commentati da un lettore in tono solenne.

Il Talamo: un Palcoscenico mobile

Il Talamo è un palcoscenico mobile costituito da una tavola di legno orizzontale (circa 4 metri x 2) adibita a piano scenico, ed una seconda tavola che – ergendosi verticalmente a partire dagli angoli posteriori della prima – ne costituisce il fondale scenografico. Dipinto da artisti selezionati tramite concorso, quest’ultimo è una grande tela che funge scenario per il racconto biblico ivi rappresentato.

Sulla parte più altra della tavola verticale, troviamo quella che oggi rappresenta una costante dei Talami: una raggiera di legno dotata di sostegni laterali e verticali: punti d’appoggio ove viene posizionata una bambina tra i 5 e 7 anni circa a raffigurare la Santa Madre benedicente. Seppur messa in totale sicurezza, da sempre la “Madonnina” è al centro dell’attenzione della festa a causa delle vertigini che, spesse volte, ella scopre di provare una volta sperimentata l’altezza (circa 5 o 6 metri dal suolo).

Sul piano scenico compaiono giovani del paese – immobili ed in posa – in atto di impersonare soggetti biblici. Vestiti con fedeli riproduzioni di abiti del tempo, appaiono come altirilievi emancipati dal fondale, liberati dalla bidimensioanlità del loro quadro…

Statue viventi baciate dal vento, dal sole e a volte… anche dalla pioggia.

Incuranti dei sobbalzi dati dalle partenze e dalle ripartenze dei carri, i giovani continuano a conservare la loro marmorea posizione componendo una scena tratta dal libro sacro. Una scena che verrà spiegata dal lettore non appena il Talamo avrà raggiunto il centro della Piazza. I quadri non rappresentano racconti indipendenti gli uni dagli altri: essi seguono filone unico, un tema che di anno in anno viene scelto dall’associazione Talami.

Il settimo Talamo: l’unico portato a spalla

In origine i talami erano sei, tutti portati a spalla da forti uomini del luogo. Oggi vengono trainati da veicoli a motore condotti da agricoltori del paese. Tuttavia – in ricordo di epoche passate – si è scelto di aggiungere un settimo quadro trasportato a spalla da valorosi alpini.

Una rappresentazione nella rappresentazione che ci induce a chiederci come erano i talami nel passato? Come si sono evoluti? Da cosa hanno tratto origine? Andiamo a scoprirlo nella storia dei Talami.

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