Un viaggio nei riti pasquali abruzzesi

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Da Gesù tradito e incarcerato a Lanciano, passando attraverso il dolore per la sua morte a Chieti che culminerà nella gioia della Resurrezione a Sulmona.

Un percorso di speranza dove a vincere è la Parola di Dio scolpita nelle Sacre scritture… pagine “vive” in mezzo a noi, come “vive” saranno le pagine bibliche che sfileranno ad Orsogna nel giorno di martedì di Pasqua… pagine “disegnate” con personaggi in carne ed ossa.

Un viaggio che ci condurrà verso un messaggio di vita oltre la morte… Un messaggio ancora presente in mezzo a noi… Vivo nel mondo… Vivo nelle tradizioni d’Abruzzo.

Il giovedì santo a Lanciano: la processione degli incappucciati e del “Cireneo”

La sera del giovedì santo è la sera dell’ultima cena, del tradimento e dell’incarcerazione di Cristo. Come avviene ogni anno, dal lontanissimo XVI secolo, anche quest’anno Lanciano ricorderà con dolore, sofferenza ed immedesimazione quel momento… Il momento in cui l’umanità “Tutta” tradì il Figlio dell’Uomo.

Giovedì 13 aprile 2017 alle ore 22,00 la città frentana vedrà sfilare i confratelli dell’Arciconfraternita di San Filippo Neri tra le strade antiche della città.

Brani solenni interpretati dalla banda, e luci delle fiaccole nella notte più buia, accompagneranno i circa 200 membri della confraternita in un cammino di penitenza in ricordo del tradimento di Giuda. Vestiti con tonache scure e con il volto coperto, gli “incappucciati” illumineranno il cammino del “Cireneo”, colui che porterà la croce fino alla fine del percorso.

Chi è il Cireneo e cosa rappresenta? E’ un incappucciato che si distingue dagli altri perché scalzo e perché privo dei medaglioni della confraternita. Come Simone di Cirene si fece carico della croce di Gesù, così il Cireneo di Lanciano porterà la croce della sua città, prendendo sulle sue spalle – tutti insieme – i peccati, le attese e le speranze dei suoi concittadini.

Un compito così onorevole… un gesto di cotanta nobiltà che, tuttavia, mai gli sarà riconosciuto, poiché la sua identità resterà per sempre nascosta nel libro della confraternita, chiuso nelle segrete della Chiesa di Santa Chiara.

Solo il priore della confraternita ne conoscerà l’identità, perché sarà proprio lui a scegliere – poco prima dell’inizio della sacra rappresentazione – l’adepto più meritevole, colui che più degli altri si sarà distinto durante l’anno.

Una manifestazione della fede, ma non solo… soprattutto della fratellanza tra cittadini. Un sentimento che si percepisce e che non può non coinvolgere chiunque la viva… chiunque vi partecipi.

La processione del venerdì santo di Chieti

Secondo gli studiosi si tratta della più antica processione d’Italia. La sua origine, infatti, risalirebbe all’842 d.C., anno in cui si concluse ufficialmente la ricostruzione della prima cattedrale distrutta nell’801.

Organizzata e allestita dall’ Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, avrà inizio alle ore 19 di venerdì 14 aprile. Si aprirà al termine dei riti della Passione celebrati all’interno della Cattedrale di San Giustino. Nella suggestiva cornice della piazza antistante, la folla sarà già lì alla ricerca della migliore posizione per ascoltare il famoso “Miserere”. Composto verso il 1740 da Saverio Selecchy, sarà cantato da circa 160 componenti della Schola Cantorum, accompagnati dall’orchestra.

Il coro, disposto sulla scalinata dell’antica cattedrale, esploderà con note struggenti risuonando nel silenzio mistico osservato della piazza gremita. Ad aprire la processione sarà l’ Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti.

A seguire usciranno le varie confraternite cittadine, ognuna con propri simboli. La processione procederà per le strade del centro chietino illuminata da tripodi accesi (tre piedi che si usavano nell’antichità) e lanterne nelle mani delle confraternite. I simboli della passione di Cristo accompagneranno il corteo lungo tutto il percorso in una città che si immergerà totalmente nel ricordo di un’epoca medioevale.

La Pasqua di Sulmona: la Madonna che scappa

Ogni anno, da epoca medioevale, si ripete il rito della Madonna che Scappa. Sacra rappresentazione pasquale che si terrà domenica 16 aprile a Sulmona in piazza Garibaldi.

Come da tradizione sarà organizzata dall’antica confraternita di Santa Maria di Loreto: La Madonna, chiusa nel suo dolore all’interno della Chiesa di San Filippo Neri, riceverà due inviti ad uscire da parte di San Pietro e San Giovanni, i quali – in forma di statue condotte a spalla dai confratelli – busseranno alla porta della Chiesa sollecitando la Madre di Dio ad uscire in strada e vedere con i suoi occhi il figlio Risorto.

Quando la porta nera ed imponente della chiesa si aprirà, un boato si “spalmerà” tra le strade di Sulmona. Sarà la voce della folla… ansiosa di lasciarsi andare alla gioia.

La Madre di Dio uscirà dalla Chiesa solo dopo l’invito dell’aspostolo prediletto, Giovanni, e – con incedere lento ed afflitto – si dirigerà verso piazza Garibaldi portata a spalla dalla Quadriglia. Quest’ultima è una squadra di uomini della Confraternita di Santa Maria di Loreto che si prepara all’evento per giorni e forse mesi. Una volta che la Madonna scorge in lontananza il figlio, inizia la corsa. Questa dev’essere ben coordinata per sorreggere il peso della statua, e molto veloce per dare alla folla l’effetto voluto della Madonna che, da lontano, riconosce il figlio e, con infinita gioia, si getta correndo tra le sue braccia. Una corsa verso la resurrezione, la Pasqua, la speranza di una vita dopo la morte. Una volata che inizia con la caduta del manto nero, segno di lutto, che lascia scoprire il velo verde, segno di speranza, nonchè colore della confraternita.

Una rappresentazione lontana dal Vangelo – perché come sappiamo i Vangeli riportano diverse apparizioni del Risorto, ma non l’incontro di Gesù con sua Madre – ma che racchiude un significato altissimo per gli uomini:

Non chiudiamoci nel nostro dolore, nelle nostre paure, ma viviamo la vita… andiamole incontro a braccia aperte senza timore.

Il martedì di Pasqua ad Orsogna: I Talami

Dio è risorto e ciò che resta è la vita, la sua parola di speranza. Una parola che viaggerà sfilando tra le strade di Orsogna, nel giorno di martedì di Pasqua.

Palchi mobili, trainati da mezzi meccanici, porteranno in scena alcuni brani delle sacre scritture. Si tratta di quadri viventi ove i figuranti sono immobili, in posa come statue. La vita dei fanciulli animerà le sacre scritture in una festa unica: costumi d’epoca ricostruiti da sarti esperti, fondali dipinti da artisti, scenografie allestite da direttori della fotografia, artigiani e scenografi.

E’ la festa delle arti congiunte, la festa del Paese che celebra le proprie radici. Un paese che sfoglia insieme e legge alcune pagine bibliche, alcune righe di un passato lontano.

Quattro tappe di un unico viaggio attraverso le tradizioni abruzzesi: dove soggiornare

Quattro tappe di un bellissimo viaggio a pochissimi chilometri l’una dall’altra. Dal tradimento, alla morte, alla resurrezione, alla vittoria della parola di Dio. Per chi volesse partecipare a questo suggestivo percorso, strutture convenzionate con la manifestazione dei Talami, saranno a vostra disposizione per accogliervi nella magica tranquillità dei paesaggi abruzzesi, a due passi dal mare e dalla montagna.

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