Un sogno per una bambina di Orsogna: la Madonnina

Le madonnine dei Talami di Orsogna

Un sogno per una bambina di Orsogna: la Madonnina

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« Mamma ti prego! Chiedi se quest’anno mi posso mettere sui Talami? Voglio fare la Madonnina»

« Ho chiesto. Mi hanno detto che sei troppo piccina. Dobbiamo aspettare ancora un anno o due».

Arriva il gran giorno. Il Talamo parte

…E poi due braccia forti, ed al contempo dolci, ti sollevano per posarti sulla raggiera del Talamo…. Lassù… così in alto. Ma tu non ti aspettavi che fosse così alto! In corrispondenza delle spalle, solo la cima dei folti alberi e all’altezza dello sguardo, i balconi delle case dove le signore affacciate ti salutano felici.

Il Talamo si muove. Senti un sussulto e ti sembra di cadere. L’aria fresca sul volto, il velo azzurro mosso dal vento e tu che, più forte che puoi, stringi gli appoggi con le tue piccole manine.

Vedi i rami dei tigli avvicinarsi minacciosamente. Eh si… Sembrano proprio venirti contro. Il timore di essere strappata dal Talamo e cadere, per un momento ti pervade. Ma resti comunque immobile, perché il tuo ruolo è importante: “La protettrice del Talamo”, “l’apice nella gerarchia del quadro”, “Il personaggio principale” (cit. Lorenza Paolini)

Mamma è sempre dietro di te che ti consola, e Papà ti fa mille foto, ma tu – adesso – non riesci proprio a sorridere…

Nell’incedere del Talamo ti senti protetta e coccolata. I tuoi compagni di viaggio – attori immobili – si prendono cura di te: “stai bene? Hai paura? Non ti preoccupare, ci siamo noi. Non ti succederà niente”, “Sei legata bene, non puoi cadere. E se dovesse proprio succedere saremo qui, pronti ad afferrarti”.

Il Talamo entra in piazza

La paura passa quando tu, con il tuo Talamo, entri nella grande piazza. Lì dove la folla ti aspetta.

Lì dove la Nonna sorride e ti indica orgogliosa alle sue amiche. Il suo applauso tra la folla è il più forte.

La musica della banda ti avvolge. E’ emozionante, la conosci fin da piccola quella melodia ed ora è dedicata a te… solo a te.

Resta il sogno ed un bellissimo ricordo

Torna l’uomo forte e dolce di prima… ti prende e ti porta giù. La piazza si svuota e tutto torna alla normalità… Resta una sensazione indefinibile… Un sogno che non dimenticherai mai. Un ricordo reso un po’ “ovattato dal tempo”, come ovattati erano gli schiamazzi della piazza di quel giorno. E tra quelle voci il ricordo di Nonna, il ricordo di Mamma. Un sogno per una bambina di Orsogna: la Madonnina dei Talami.

Ricordi e citazioni di Madonnine di oggi e di allora

Madonnine di oggi

«Da tanti anni aspettavo di andare sul talamo del Nonno» (il signor Mario, alpino che porta l’ultimo talamo a spalla).

«Ho dovuto sostituire all’improvviso una bambina ad agosto ma ho avuto tanta paura. Un po’ mi ha tranquillizzata il Nonno. Non so se riuscirò a farlo di nuovo»

(cit. Anastasia Del Greco 9 anni)

 

«Avevo tanta voglia di fare la Madonnina per guardare il paese e le persone dall’alto! Non avevo nessuna paura e me la ricordo come un’esperienza meravigliosa, vissuta insieme alle mie amiche più care!»

(cit. Milena Mastrocola 11 anni)

 

«La prima volta avevo 4 anni, ero molto piccola, ho sempre provato felicità per l’essere scelta e non ho mai avuto paura dell’altezza, anzi! Mi piaceva guardare tutto dall’alto. La gioia più grande fu quando a 6 anni feci la Madonnina sul Talamo a spalla. Credo sia il Talamo più importante. Provi sempre forti emozioni nel fare la Madonnina, nell’interpretare quel ruolo, anche se l’hai fatto più volte. Rinunci a fare pasquetta e ferragosto pur di partecipare alla manifestazione. Un evento bellissimo che secondo me oggi va rivisto perché non è più sentito come una volta da noi orsognesi».

(cit. Graziana Cognati 17 anni)

Madonnine di ieri

«Per me è stato bellissimo. Ho fatto la Madonnina per la prima volta nel 1995 all’età di due anni. Ero sul Talamo a spalla raffigurante “Il buon Pastore”. Devo dire che non ho mai avuto paura dell’altezza perché fin dalle prime volte c’era mio Papà che si occupava della sicurezza della Madonnine. Era lui che mi legava al Talamo e con lui mi sentivo protetta e al sicuro. Mi ricordo con il sorriso che già dalle prime volte cercavo i giornalisti per farmi riprendere. E poi ancora tutti che mi chiedevano “ma non hai paura?”.

Un’altra cosa che ricordo con piacere era che nella pausa tra una sfilata e l’altra, tutti iniziavano a tirar fuori cose da mangiare e le passavano a te che rimanevi lì in alto. Per me era un onore partecipare, una cosa importante, una cosa che piaceva tanto a mio Papà. Sentivo di fare un qualcosa di importante per il paese».

(cit. Giulia Sacramone)

 

«Per una bambina di Orsogna i Talami sono la cosa più bella. E’ bello e te lo ricordi. Partecipi ad un evento che in qualche modo ti appartiene perché da sempre, le mamme e le nonne, te ne hanno parlato, fin da quando hai memoria. E’ una fase di passaggio per tutte le bambine di Orsogna: tutte vorrebbero fare la Madonnina e tutte le mamme puntano a far mettere la propria figlia sul Talamo ad interpretare quel ruolo. Per una bambina di quell’età, tra gli 8 e gli 11 anni, è la cosa più bella, è un vanto. C’è una scaletta, una sorta di gerarchia nel talamo, e la madonnina si trova all’apice. E’ il ruolo più importante perché in qualche modo la Madonnina è la custode del Talamo, è la protettrice di tutto il quadro.

Ma tutto questo lo capisci dopo. In quel momento, quando sei una bambina, pensi solo che è una cosa bella perché sei al centro dell’attenzione. Tutti ti guardano e ti salutano mentre sei lì sopra. Cammini per strada con questo lungo velo azzurro… E poi una cosa bellissima è che ti senti protetta da tutti i componenti del talamo: dato che ti trovi molto in alto, a circa 6 metri da terra, tutti cercano di assicurarsi che tu stia bene, che non abbia paura. E’ bello perché ti senti protetta dai pericoli…»

(cit. Lorenza Paolini)

 

«Penso sia da sempre stato il sogno di ogni bambina orsognese essere una delle Madonnine dei Talami, la chiamerei “generazione madonnine”, una bellissima tradizione del nostro paese.

Ricordo da sempre l’attesa per i Talami, la speranza del bel tempo il martedì di Pasqua… la banda al mattino che puntualmente ti svegliava e ti ricordava che era ora di correre al mercato coperto per dar via alla vestizione di tutti i figuranti! Purtroppo io a 6 anni ero già più alta del rosone che incorniciava la testa delle madonnine, quindi la mia carriera durò ben poco, solo un anno, al contrario delle mie coetanea che ebbero una carriera molto più lunga. Ancora oggi con loro è motivo di chiacchiere e risate!

E poi avevo un uomo speciale a legarmi e posizionarmi sulla pedancina, il mio super Papà, che penso avrà assicurato li in cima ai Talami centinaia di Madonnine! E se mai avrò un giorno una figlia spero di poterla ammirare li… in cima ad un Talamo, tra il cielo ed il sole!».

(Cit. Valeria Carullo)

 

«Sui Talami c’era un gran bel gioco di squadra. Ricordo che se aspettando la sfilata finale mi brontolava lo stomaco, c’era sempre qualcuno pronto ad “allungarmi” un pezzo di pizza o patatine fritte bollenti. Ricordo che una volta ebbi talmente paura sul Talamo a spalla che volli scendere a tutti i costi. Mi sostituì mia sorella. Fu comunque un’esperienza bellissima che ricordo sempre con immensa gioia».

(cit. Marta Tenaglia)

 

«Di quando ho fatto la Madonnina conservo un ottimo ricordo: l’emozione di mettere il vestito con la corona e di avere comunque un ruolo di spicco, la paura mista a eccitazione appena salita sul Talamo. All’inizio, come ben sai, la pedana ballava sotto i piedi ed eravamo legate con una corda… Non era proprio stabile come ora, anche se di certo non correvi pericolo!

E poi ricordo la voglia di non scendere più una volta lì!! E’ difficile descrivere a parole l’emozione… Io direi che è un’esperienza da provare in prima persona, perché comunque è un ricordo che si conserva per sempre».

(cit. Giulia D’Alessio)

 

Ho fatto la Madonnina per tantissimi anni. Per quel che posso ricordare la paura era fortissima perché tuttora soffro di vertigini, e all’epoca ricordo che fu dura. Mia Mamma mi accompagnava per rassicurarmi. La vedevo da sopra e mi rincuorava un pochino. Tuttavia è stata un’esperienza bellissima, però la paura era forte perché a quell’epoca non era come oggi: la struttura della raggiera ballava un po’. Era certamente sicura, ma ballava non poco. Ricordo che non sapevi in anticipo su quale Talamo saresti salita, e quindi da quale quartiere saresti partita. Partire da via Adriatico o da Trento e Trieste non era un problema. Il vero problema nasceva quando si partiva da via Raffaele Paolucci dove si sbatteva sugli alberi e tutto ballava. E mi ricordo che l’ultima volta che ho fatto la Madonnina mi sono talmente spaventata per questa cosa – partivo infatti proprio da lì – che non ce l’ho fatta. Ho iniziato a piangere come una disperata e alla fine hanno dovuto trovare una sostituta – una bambina molto più piccola di me che, presa sul momento dal pubblico, accettò senza battere ciglio. Mi sentii di aver fatto brutta figura… Da allora la Madonnina non l’ho fatta più e mi è dispiaciuto. Però è stato bellissimo, perché tutte le attenzioni erano su ti te. Poi c’era chi ti truccava, chi ti pettinava i capelli. Mi ricordo che per l’occasione mi facevo crescere i capelli lunghi e poi Mamma – all’epoca non esisteva il frisè – mi faceva tutte le treccine un paio di giorni prima dell’evento, per poi scioglierli la mattina stessa. E quindi avevo questo manto di capelli con sopra il velo azzurro e la coroncina. Bellissimi ricordi… Bellissimi!

(cit. Silvia Cornelio)

 

«Era una cosa che sognavo di fare ma avevo paura dell’altezza. Ma avevo anche timore per il fatto di stare al centro dell’attenzione. Mi metteva ansia. Però, una volta fatto, mi sentivo soddisfatta per aver contribuito ad un evento importante per il nostro paese. Da piccola era una cosa molto più forte e sentita.

Il momento più terrificante è stato quando mi hanno fatto salire sulla scala, ma poi mi sono sentita più sicura quando mi hanno legata con la corda. Mi dava fastidio il velo perché quel giorno c’era vento e mi copriva la visuale.

Mi sentivo una principessa con quel vestito e con la coroncina. Mi sentivo anche importante, la Madonnina la vedevo come l’elemento più importante del Talamo».

(cit. Daniela Di Fiore)

 

«Mamma mia… sono passati talmente tanti anni… Mi ricordo che avevo molta paura da lì sopra. Ero talmente piccola… Mi sentivo emozionata all’idea di rappresentare la Madonnina, un po’ il focal point di tutto il Talamo. Mi sentivo felice. E poi far parte della trazione è sempre bello… Penso che tutti noi orsognesi, piccoli o grandi, siamo stati almeno una volta sul Talamo».

(cit. Giorgia Colarusso)

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