Il “Primo Talamo”…tra mito, storia e leggenda

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Dove oggi sorge il Belvedere, molto tempo fa cresceva rigoglioso un grande albero di fico. Tra le grandi foglie, i raggi del sole accarezzavano il vento e gli uccellini in festa giocavano con le sue ombre.

Frutti verdi e fresca brezza, erano oasi di riposo per i contadini del luogo.

La Madonna appare nel Belvedere di Orsogna

Un giorno, all’alba di un martedì di Pasqua, alcuni paesani a lavoro si avvicinarono al grande albero. Un sentimento di serena calma pervase le loro menti… Il cuore sembrava esplodere di pienezza:

dolce e candida, una misteriosa Signora si adagiò sull’albero e, circondata da bianche figure celesti, sorrise… e sorrise… Con amore di Madre, cinse le loro stanche membra di un manto che pareva cielo, e ad agio parlò:

Chiese loro di costruire, in suo Nome, un piccolo Santuario. Lì… dove le correnti del mare incontrano il mistero dei monti. Lì dove lo sguardo può viaggiare lontano lontano. Lì dove dimora l’albero… Ed in realtà proprio “Qui”, dove sorge il “Nostro” Belvedere.

Come pergamena scritta nel vento, la notizia viaggiò velocemente giungendo tra le mani di San di Luca Evangelista. Artista devoto a Maria, egli impresse su dipinto la Santa rivelazione. Un quadro intriso di mistero rapirà gli sguardi di numerose generazioni… La Monna Lisa d’Abruzzo, La Madonna Nera:

Un quadro… Il principio di una leggenda divenuta immortale. La pagina d’inizio del libro dei Talami.

La Chiesa della Madonna del Rifugio: il miracolo e i Talami

La storia appena rievocata è la leggenda che – tra storia, realtà e fantasia – ci racconta come nacque la piccola Chiesetta di Maria SS. del Rifugio. Essa ebbe origine molto tempo fa dalla devozione degli abitanti del luogo per Maria Vergine. Non sappiamo quando fu costruita. Indagini storiche ne individuano le tracce più antiche nel 1341.

Il Piccolo tempio sorgeva dove attualmente si trova il Belvedere di Orsogna. Conosciuto come luogo di apparizione Mariana, esso era méta di pellegrinaggio e di devoto culto.

Oggetto di particolare venerazione era l’effige posta sull’abside, nel punto esatto della presunta apparizione.

La leggenda riconduce l’affresco alla mano di San Luca. A lui la storia attribuisce diverse iconografie Mariane. In effetti il quadro pareva assecondare lo stile bizantino per il colore scuro del volto di Maria, chiamata per questa ragione “Madonna Nera”.

Il Miracolo della Madonna Nera: nasce la festa della Madonna del Rifugio

L’opera era considerata miracolosa. Oltre alle Grazie che molti fedeli giuravano di aver ricevuto, numerose storie narrano di un particolare prodigio che puntualmente si compiva all’interno del Tempio: all’alba di ogni martedì di Pasqua il volto della Madonna da scuro, per un attimo, diventava bianco. Altre fonti parlano invece di un movimento degli occhi in direzione della mezzanotte.

Il martedì di Pasqua divenne così, per il borgo, un giorno di santa devozione: nacque la festa della Madonna del Rifugio.

L’attesa per il miracolo “diviene Talamo”

L’appuntamento con il miracolo divenne veglia notturna in preghiera, e la preghiera si fece canto. L’impazienza per la rivelazione della Santa Madre, il bisogno di vedere un suo segno, si trasformò in Talamo… E l’effige prese vita nei fanciulli del borgo:

il quadro era uscito dalla tela con un alito di vita che pervase la Chiesa. La Madonna era tornata! Era apparsa di nuovo! Lì… dove le correnti del mare incontrano il mistero dei monti… lì dove lo sguardo può viaggiare lontano lontano… E Lei sorrise… sorrise ancora alle genti di Orsogna.

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