La Storia

La festa dei talami, l’unica memoria che ci sia rimasta della nostra vita medioevale, attesta il culto dei nostri avi, mentre le rappresentazioni sacre sono andate acquistando una maggiore venustà e gentilezza, per le cure e il gusto artistico del priore della Confraternita del Refugio, signor Filippo Ranieri...

 (Beniamino Costantini 1871 – 1919)

Come importanti documenti arrivati dal passato, molto raccontano del culto medioevale dei nostri avi e tanto testimoniano sulla nascita del dramma sacro in Italia.

Le antiche origini dei Talami

Il talamo è un quadro biblico vivente che affonda le radici nella sacra rappresentazione (o dramma sacro).

Manifestazione di antichissime origini, non siamo in grado di datarne gli esordi. Illustri storici scomparsi da tempo – come Plinio Silveri e Pio Costanti – parlano di genesi riconducibile agli albori della cristianità. Comunque sia, al più tardi si parla di un periodo collocato tra basso ed alto medioevo.

I Talami: figli del dramma Sacro medioevale e precursori del teatro moderno

La sacra rappresentazione – di cui i Talami costituiscono un vivido esempio – è un dramma medioevale di argomento religioso emancipato dal rito clericale, da cui trarrà le mosse il teatro moderno. Si tratta di un’evoluzione del dramma liturgico: questi, al contrario, consta di una rappresentazione che rimane strettamente legata ed interna al rito canonico

Il dramma liturgico nacque agli albori della cristianità quando i fedeli – sentendo il bisogno di esperire, rendere vivide e concrete le sacre scritture – iniziarono a riprodurre racconti e parabole con rappresentazioni sceniche. Dapprima molto rozze e semplici, esse si fecero via via più sofisticate dando vita ad un primitivo teatro cristiano. Esempi arrivati fino a noi sono i riti di preparazione alla Pasqua come la lavanda dei piedi, in cui il celebrante – nel ruolo del Messia – lava i piedi a 12 chierici portando così in scena un brano del nuovo testamento.

Il processo di genesi dei Talami, che a breve illustreremo, è importantissimo sia a livello storico sia a livello di storia del teatro, in quanto spiegano come nascevano i drammi religiosi nel medioevo.

La sacra rappresentazione dei Talami: come nasce e le sue evoluzioni

Il Talamo ebbe origine dalla devozione dei fedeli per Maria Vergine, in onore della quale fu eretto – in data sconosciuta, ma probabilmente prima del 1341 – un piccolo Santuario chiamato Chiesa di Santa Maria. Come la maggior parte delle chiese dell’epoca, era amministrata da una Confraternita di laici devoti. Chiamata Congregazione Maria SS. del Rifugio, dopo il ‘500 diede il suo nome al Tempio appellandolo SS. Maria del Rifugio.

All’interno vi era un’effige misteriosa ed affascinante raffigurante la Vergine in azione protettiva nei confronti di alcuni paesani. Secondo la leggenda l’immagine rappresentava l’apparizione della Madonna rivelatasi ad alcuni contadini nei pressi dell’attuale Belvedere di Orsogna.

Realizzato sull’abside, l’affresco era considerato miracoloso: all’alba di ogni martedì di Pasqua la Madonna compiva il medesimo prodigio. Nacque così il rito devoto della veglia, ove ogni anno, tra preghiere e canti, i fedeli attendevano con ansia il momento del miracolo. E fu proprio durante una di queste veglie che – nelle ore notturne di un anno imprecisato – nacque il Talamo… Devoti, chini sui bancali in preghiera, videro il misterioso disegno prendere vita. Fanciulli e fanciulle, in posa ed immobili, riprodussero il quadro in tutte le sue sfaccettature. Fermi in un mimica facciale prestabilita, rievocarono l’apparizione della Santa madre così com’era descritta dall’effige.

L’iniziativa piacque così tanto da divenire presto evento irrinunciabile. Il martedì di Pasqua – la festa della Madonna del Rifugio – prese così il nome di “Martedì dei Talami”.

Le evoluzioni dei Talami

L’entusiasmo per la sacra rappresentazione portò i fedeli a diventare pian piano più esigenti, tanto da chiedere la realizzazione scenica di più racconti. Così la Confraternita decise dapprima di attingere da episodi di vita Mariani, per poi prendere spunto dall’intera Bibbia.

Si esce dalla Chiesa: i Talami diventano spettacolo all’aperto

La Piccola chiesa della Madonna del Rifugio era troppo piccola per ospitare un pubblico via via crescente. Così si decise di svolgere la rappresentazione nella piazzetta al di fuori del Tempio. I Talami divennero così spettacolo all’aperto.

I talami diventano sei

Il paese si espanse e nacquero nuovi quartieri. Un unico palco non fu più sufficiente, e dunque sorsero più palchi e più quadri. Sei, uno per ogni rione.

L’evento si sganciò dalla Chiesa del Rifugio e dalla confraternita. Il controllo passò ai vari comitati cittadini.
Il palco, eretto in ogni quartiere, era costituito da una tavola orizzontale di legno e costituiva il piano scenico sul quale il racconto prendeva forma.

Non erano – come accade oggi – i Talami ad andare dal pubblico, ma era il pubblico a recarsi dai talami, come fosse una mostra d’arte sacra.

I Talami diventano mobili: il ritorno alla Chiesa del Rifugio

Molti fedeli iniziarono a lamentarsi di come fin troppo ci si fosse allontanati dalla devozione d’origine. I Talami appartenevano alla Madonna del Rifugio e al suo Santuario. Nati per celebrarne l’apparizione.

Così attorno al ‘500 si registrarono due grandi cambiamenti.

  • Nasce il fondale del Talamo
  • Si decise che ogni talamo avrebbe dovuto rievocare l’episodio dell’apparizione della Madonna, ed in tale direzione furono apportati aggiustamenti: al Talamo fu aggiunta una seconda tavola a mo’ di fondale scenico. Qui, sul lato superiore, fu collegata una raggiera divenuta poi Simbolo per eccellenza della sacra rappresentazione. Al centro della raggiera veniva posizionata una fanciulla nel ruolo della Madre benedicente, ai ai suoi piedi – a destra e a sinistra – due piccoli bambini ad interpretare gli angeli in festa.

Al piano orizzontale rimaneva il ruolo di riprodurre le diverse scene. Ed è qui che scattava la competizione artistica tra talami e quartieri.

I Talami diventano mobili. Nasce la sfilata

Issati a spalla da uomini valorosi, essi venivano condotti dai quartieri fino al Santuario della Madonna del Rifugio, loro luogo natio.

Al talamo furono aggiunti degli appoggi in legno in modo tale che fosse possibile trasportarlo sfruttando l’appoggio delle spalle.

All’epoca La macchina scenica era solo una. Vi era cioè un solo palco mobile che veniva allestito e condotto in sfilata verso la chiesa. Una volta lì quadro veniva “smontato” e trasportato presso il successivo quartiere, dove una nuova scena sarebbe stata preparata.

Un nuovo simbolismo

A questo punto della storia nacque un simbolismo interessante:

  • Il fondale costituito dalla Madonna e dagli angeli, rappresentava l’Empireo;
  • Il piano scenico simboleggiava il paradiso terrestre;
  • Il gruppo di uomini che – con aria sofferta – sorreggevano il quadro alludevano alle anime del purgatorio condannate ad espiare le loro colpe.

La rappresentazione procederà con queste stesse dinamiche fino al 1959.

L’avvento dei veicoli a motore: cambia il modo di trasportare i Talami

Con l’evoluzione tecnologica, e con l’avvento dei veicoli a motore, gli uomini che portavano i talami cedettero il passo a camionette a motore. E questo avvenne precisamente nel 1959.

Cambia il fondale scenico dei talami

Sempre a partire dal 1959 si assistette ad un altro importante cambiamento stilistico: gli angioletti ai piedi della Madonnina scomparvero. La tavola verticale costituì semplicemente lo sfondo per la scena, uno sfondo dipinto ed allestito per dotare il racconto di una ricca ambientazione.

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